In
una mostra fotografica, l'Autore dovrebbe sempre suggerire
la chiave di lettura delle sue "Opere".
Nel presentare questa sezione di fotografia ambientata,
non posso certo esimermi da questo obbligo anche se,
devo dire, che in questo caso non esistono condizioni
interpretative particolari. La prerogativa di queste
immagini sta nella loro semplicità e nella
loro forza rispettando quelle che sono le tre regole
fondamentali della fotografia e cioè: La tecnica,
la forma, e il contenuto. Su alcune fotografie troviamo
l'uomo posto sempre al centro dell'attenzione su scenari
irreali o quotidiani come, ad esempio, il pescatore
in "Antichi mestieri" che si muove in un
lago che non c'è; oppure il volto inconfondibile
di Totò che si intravede dietro una tenda colorata
a "Locorotondo"; o ancora "Testimonianze",
scattata a Castelluccio di Norcia, sotto il monte
Vettore, dove si scorge in un paesaggio innevato uno
strumento di lavoro dell'uomo; per finire con la ricerca
scrupolosa di cromatismi efficaci in Città
da sogno come "Landshut". Per concludere
direi che la comunicazione visiva può essere
più efficace di tante parole.
Roberto
Masserelli